Impossibile non amare la sua visione romantica della musica, il suo amore spasmodico per il vinile e la passione irrefrenabile per la ricerca, quella che ti fa preferire un vecchio magazzino polveroso pieno di dischi a qualsiasi spiaggia caraibica. Sempre e comunque. Impossibile, poi, resistere al richiamo del suo suono, quella commistione più unica che rara di generi che ti tira letteralmente per un braccio e ti trascina dinnanzi a lui, quando la consolle diventa la sua officina. Parliamo di Enrico Crivellaro da Verona, conosciuto dagli amanti dell’elettronica “erudita” come Volcov, quella meravigliosa eccezione che, armata di santa pazienza, ha saputo costruirsi un percorso coerente e tenace, una storia che finalmente sta pagando i dividendi a quei sacrifici che può capire solo chi conosce il senso di non cedere a compromessi. Qualunque essi siano, qualunque sia la posta in gioco.
Oggi Volcov è uno dei nomi più attenzionati della nostra scena underground, uno di quelli in grado di catalizzare l’attenzione di chi, con colpevolissimo ritardo, si è accordo solo negli ultimi mesi dello spessore artistico di nomi quali Theo Parrish e Sadar Bahar e della scena da essi capitanata. Il veronese ne fa parte e ne è uno dei più autorevoli portavoce, meritandosi finalmente la stima e il supporto incondizionato di chi vuole regalarsi un certo tipo di emozioni.

Oggi cerchiamo di ripercorrere quelle di FAT FAT FAT Festival 2016 insieme a Volcov, il suo dominatore incontrastato per qualità e ricercatezza, e alla sua meravigliosa selezione di brani tra quelli ballati nel corso della scorsa edizione. Una playlist-racconto che non potrebbe tratteggiare meglio ciò che ci aspetta, tra poco più di una settimana, nella stupenda cornice della Grancia di Sarrocciano.

Puoi ascoltare la playlist di Volcov qui.